ELEFANTENTREFFEN 2004

L’incontro degli Elefanti

Raduno Internazionale 30/1/2004-1/2/2004 Loh/Thurmansbang-Solla.

 

COSA E’

Spesso ne senti parlare, perlomeno tra motociclisti, spesso si fa riferimento all’Elefante per descrivere situazioni limite, ambienti ostili, temperature insopportabili, ma cosa è realmente questo raduno?

Tutto e  niente. Niente per chi considera la moto un puro mezzo da mostrare, davanti al bar del vicino lago oppure nella piazza della vicinissima città, per chi nella moto non vede altro che uno strumento di seduzione verso gli altri, per chi la considera qualcosa che lo possa aiutare nel bisogno di confermarsi come quello che non è, insomma non è “niente” per chi vede nella moto uno strumento che serve solo alla sua immagine. È “Tutto” per chi nella moto vede oltre, per chi si sente a pieno agio mentre viaggia, per chi prova emozioni ad ogni chilometro che scorre sotto le ruote, per chi sente un vincolo nel fermarsi a dover fare il pieno, per chi non scenderebbe mai per doverla mostrare, ma è certo di ciò che vale per lui, per se stesso, per ciò che prova e sente ad ogni accensione del motore, insomma a chi si sente Elefante.

Essere Elefanti significa essere liberi, sentirsi a contatto con la natura, rispettandola nella sua immensa forza, nel suo potere e nella sua straordinaria bellezza. Ed ecco che nell’Elefantentreffen possiamo intravedere queste emozioni, possiamo scovare quelle sensazioni latenti che sono in noi, e che possono emergere in situazioni cosi definite “limite”. Ma chi davvero le considera cosi? Personalmente le considero situazioni piene di fascino, avvolte da quel mistero che solo dietro condizioni “poco facili” puoi ritrovare. Se d’altronde a questo raduno si dice passino 15.000 moto e duri da 50 anni ci sarà un motivo del suo fascino? Solo chi si sente Elefante forse riesce ad immedesimarsi in queste righe ed in questo raduno, che agli occhi di un profano si rivela come una pazzia di qualche motociclista sfegatato, con qualche rotella che non gira proprio correttamente, ma questo è un altro discorso……..l’Elefantentreffen è questo, un incontro di motociclisti “veri” (a me piace definirli “seri”), dove potresti non trovarci nulla, oppure, dove puoi trovare, in una fossa ed una vallata di fango e neve con nessuna organizzazione, quello che ti da emozioni, quel piacere di un qualcosa difficile da descrivere, ma tanto intenso che attendi da un anno all’altro con trepidazione. Questo è l’Elefantentreffen, una “stupidata” per qualcuno, “tutto” per altri: una vallata di tende da raggiungere in condizioni estreme attraverso paesaggi da favola.

 

LA STORIA

Il primo "raduno degli elefanti" risale al 1956, quando un gruppo decise di riunirsi in pieno inverno presso il circuito della Solitude, vicino Stoccarda. La prima edizione può essere considerata un raduno monomarca in quanto le uniche moto presenti erano dei sidecar, gli Zundapp KS 601 con motore BOXER, che per dimensione e colore venivano chiamati gli elefanti verdi. Da qui il nome Elefantentreffen, raduno degli elefanti. Negli anni a seguire l'incontro viene aperto a tutti i tipi di moto e cambia più volte la sede. Nel 1958 si svolge a Bad Durkheim, l'anno seguente a Stadtoldendorf e l'anno ancora dopo a Feldberg im Taunus. Pur cambiando la sede di anno in anno, il raduno riscuote grande successo, richiamando appassionati da ogni parte d'Europa. Le dimensioni assunte dall'evento richiesero un'organizzazione di primo livello e una sede adeguata, il numero di partecipanti e le difficili condizioni climatiche in cui si svolgeva e si svolge tuttora non permettono errori in tal senso. L'organizzazione, quindi, passò alla Federazione Motociclistica Tedesca che dal 1961 decise di fissare la sede del raduno nella regione dell'Eifel presso il circuito del Nurburgring. Negli anni a seguire il numero dei partecipanti, per niente spaventati dalle temperature polari, aumentò in modo esponenziale per arrivare nel 1977 al massimo storico. Infatti in quella che poteva diventare l'ultima edizione dell'ormai vecchio e ambitissimo raduno, si raggiunsero le 17.000 presenze per i motards e circa 30.000 per gli spettatori. Ci furono dei tafferugli dovuti alla grappa e liquori in genere, che se da un lato aiutano a combattere il freddo, dall'altro non facilitano la convivenza già messa a dura prova dalle condizioni climatiche. In seguito a questi eventi la manifestazione venne vietata, almeno fino a quando non si sarebbe trovato un luogo meglio controllabile. La scelta cadde sull'autodromo di Salisburgo, quindi risolto il problema della sede, restava da risolvere quello dell'ordine pubblico. La questione diventò di interesse governativo e finì con il veto, sia da parte dei tedeschi che degli austriaci, allo svolgimento della manifestazione. Nonostante ciò, almeno 400 "pellegrini" non rinunciarono a partecipare nell'inverno del 1978, all'ormai "sacro" raduno. Anche grazie a questi 400 motards l'anno seguente l'Elefantentreffen venne riufficializzato e restò in Austria fino al 1988. Dall'anno seguente fino ad oggi, il raduno ha trovato posto a Loh (Thurmansbang-Solla), nel bel mezzo della foresta bavarese.

 

LA PREPARAZIONE

L’Elefantentreffen è un raduno impegnativo, il viaggio è lungo e le condizioni stradali e meteorologiche a fine gennaio sono pessime. È necessario organizzarsi bene, sia da un punto di vista di attrezzatura sia da un punto di vista del tempo che si prevede impiegare per raggiungere la sede del raduno.

Deve essere vissuto non come una sfida, ma come un piacere. Contrariamente agli altri anni, ho deciso di partire il giovedì, in modo da poter viaggiare senza fretta nelle ore più calde e fermarsi ovunque ci si trovi entro le 16.30, in modo da evitare ghiaccio. In tale maniera si ha un buon margine sia per arrivare al raduno, sia per il ritorno, nel caso il tempo dovesse peggiorare.

L’attrezzatura da turismo è ottima, e aggiungendo dei sottoguanti, due calzamaglie e due maglioni ci si può considerare al riparo dal freddo. L’importante è portarsi un eventuale cambio di scorta, dato che non è difficile arrivare a fine giornata bagnati ed infreddoliti dalla neve, che può scendere in abbondanza da un momento all’altro.

In Austria ed in Germania è facile trovare alberghi o gasthaus a prezzi ridicoli, spesso dedicati ai motociclisti. Percui nessuna prenotazione e dunque nessun vincolo o tappa predefinita. In base alle condizioni del clima e della strada si decide dove e quando fermarsi. Una bella doccia ripristina tutte le forze, e se nel caso non fosse abbastanza, un’ottima cena saprà gratificare il freddo preso durante la giornata.

La preparazione della cartina fa pregustare il viaggio, mettere le catene artigianali nel bauletto fa pregustare l’avventura, attendere il giorno della partenza crea ansia come se fossi ancora bambino, ma anche questo fa parte dell’Elefantentreffen. In condizioni climatiche invernali, soprattutto in Germania puoi trovare qualsiasi tempo, pioggia, neve ghiaccio, forse sole, ma non è una cosa che accade spesso. È dunque meglio essere organizzati per qualsiasi circostanza. Bombolette per sghiacciare le serrature della chiave di avviamento o del bauletto, attrezzi vari, coltellino, torcia, ecc., non devono mai mancare.

Sulla moto è consigliabile utilizzare i paramani e i coprimanopole oggigiorno facilissimi da recuperare in qualsiasi negozio di moto. Qualsiasi accorgimento per diminuire l’aria che arriva diretta verso il copro durante il viaggio è ottimo. Un parabrezza maggiorato, delle protezioni aggiuntive per i piedi, magari fissate al telaio della moto, insomma ogni idea è lecita per ripararsi il più possibile dalla temperatura gelida che si sta per affrontare. L’importante è trovare il giusto compromesso tra il coprirsi ed il potersi muovere con scioltezza.

 

IL VIAGGIO

Il viaggio è la parte che racchiude più fascino, vuoi per i paesaggi che vedi, vuoi per le sensazioni che ti suscita l’avvicinarsi della meta finale, vuoi per il gusto di andare in moto, in  particolare con questo clima. L’aria costante che prendi in autostrada ti tempra, il freddo man mano che passano i chilometri aumenta, la temperatura corporea scende. Queste premesse ti caricano di adrenalina e ti senti sempre più felice di ciò che stai facendo, di ciò che stai realizzando solo per tuo gusto personale, per tuo puro piacere, insieme alla moto e basta. Una sensazione di felicità ti invade per tutto il corpo, sei felice, sei te stesso, sei solo nella natura che mostra tutta la sua intensità e potenza attraverso le condizioni climatiche avverse. Questa gratificazione ed appagamento interiore  paradossalmente contrastano con la realtà che ti circonda, con le condizioni della strade e della temperatura esterna. Tutto ciò è difficile da esprimere, da credere, perlomeno per un profano dei viaggi invernali, ma è una percezione fantastica ed è quello che ti spinge a compiere questo viaggio estremo, a sopportare il freddo, la neve, il ghiaccio.

Le strade per raggiungere il raduno sono molteplici, ma a mio avviso, è meglio passare dal Brennero evitando il San Bernardino, sia per la possibilità di essere rispediti indietro dalla polizia svizzera nel caso ci fosse neve, sia per il freddo data la maggior quota del Passo svizzero. Arrivati al Passo del Brennero si può decidere se passare da Salisburgo e raggiungere Solla da sud-est oppure dall’autostrada che da Monaco va in direzione Deggendorf per poi diramarsi verso Passau raggiungendo il raduno da nord-ovest. In base alle condizioni climatiche si può decidere quale strada sembri essere migliore.

Il giovedì siamo partiti da casa alle 9 e abbiamo raggiunto il Brennero verso le 13.30. Arrivati ad Innsbruck una bufera di neve ci coglie all'improvviso, dato che fino al confine austriaco il tempo era bello. Proseguiamo per circa 100 km sotto la neve che scendeva abbondante, ma la strada sembrava tenere bene la possibilità di formazione di ghiaccio. Procediamo fino a Rosenheim dove decidiamo di uscire dall'autostrada. Qui prendiamo la statale 15 in direzione Landshut e ci fermiamo verso le 17.30 (un'ora dopo la sosta prevista) a Wassenburg. Troviamo un albergo e ci sistemiamo per la serata. Cena nell'hotel e andiamo in un pub locale. La mattina ripartiamo per Landshut dove riprendere l'autostrada e il cammino verso Thurmansbang. La strada, circa 120 km. è in condizioni pessime: il forte vento porta la neve di riporto sulla strada e spesso dobbiamo rallentare per cercare di passare i mucchi di neve che si formano sulla strada. La tensione è alta, ma la voglia del raduno ci assiste e riusciamo con prudenza a raggiungere Landshut in circa 2 ore di viaggio. Qui prendiamo l'autostrada e finalmente la strada è pulita. procediamo a buona andatura e raggiungiamo dopo Deggendorf, l'uscita 113 per andare al raduno. Dall'uscita al raduno ci sono circa 20 km. La strada peggiora, il manto stradale è pieno di neve. procediamo con cautela per i sali scendi della collina tedesca, la trazione è limitata cosi come l'equilibrio, ma ormai siamo quasi arrivati, il raduno ci aspetta. Pian pianino si prosegue, i motociclisti sono sempre di più e ci si trova ad affrontare una discesa ripida tutta innevata per dirigersi verso Solla, sede del raduno. Con cautela sorpassiamo anche questa difficoltà e finalmente arriviamo.

Restiamo al raduno il venerdì ed il sabato mattina per ripartire verso Salisburgo alle 12.30. Il tempo è migliorato e così anche le strade sono libere dalla neve. Raggiungiamo Salisburgo verso le 18 e passiamo la serata nella città. Domenica mattina rientriamo con l'intenzione di passare dalla Svizzera date le condizioni favorevoli del tempo. Purtroppo un socio non si sente troppo bene e decidiamo di rientrare dal Brennero, per essere al più presto in Italia.

Siamo a casa verso le 19.

L'indomani si torna in ufficio con nostalgia, ma felice.

 

 

 LE FOTO

Non essendo uno scrittore o un giornalista ma bensì un motociclista che per hobby fa il praticante Dottore Commercialista, forse ciò che esprime al meglio l'Elefantentreffen sono le foto.