ELEFANTENTREFFEN
L’incontro degli Elefanti
Raduno Internazionale
COSA E’
Spesso ne senti parlare, perlomeno tra motociclisti, spesso si fa riferimento all’Elefante per descrivere situazioni limite, ambienti ostili, temperature insopportabili, ma cosa è realmente questo raduno?
Tutto e niente. Niente per chi considera la moto un puro mezzo da mostrare, davanti al bar del vicino lago oppure nella piazza della vicinissima città, per chi nella moto non vede altro che uno strumento di seduzione verso gli altri, per chi la considera qualcosa che lo possa aiutare nel bisogno di confermarsi come quello che non è, insomma non è “niente” per chi vede nella moto uno strumento che serve solo alla sua immagine. È “Tutto” per chi nella moto vede oltre, per chi si sente a pieno agio mentre viaggia, per chi prova emozioni ad ogni chilometro che scorre sotto le ruote, per chi sente un vincolo nel fermarsi a dover fare il pieno, per chi non scenderebbe mai per doverla mostrare, ma è certo di ciò che vale per lui, per se stesso, per ciò che prova e sente ad ogni accensione del motore, insomma a chi si sente Elefante.
Essere Elefanti significa
essere liberi, sentirsi a contatto con la natura, rispettandola nella sua
immensa forza, nel suo potere e nella sua straordinaria bellezza. Ed ecco che
nell’Elefantentreffen possiamo intravedere queste emozioni, possiamo scovare
quelle sensazioni latenti che sono in noi, e che possono emergere in situazioni
cosi definite “limite”. Ma chi davvero le considera cosi? Personalmente le
considero situazioni piene di fascino, avvolte da quel mistero che solo dietro
condizioni “poco facili” puoi ritrovare. Se d’altronde a questo raduno si dice
passino
LA STORIA
Il primo "raduno degli elefanti" risale al
LA PREPARAZIONE
L’Elefantentreffen è un raduno impegnativo, il viaggio è lungo e le condizioni stradali e meteorologiche a fine gennaio sono pessime. È necessario organizzarsi bene, sia da un punto di vista di attrezzatura sia da un punto di vista del tempo che si prevede impiegare per raggiungere la sede del raduno.
Deve essere vissuto non come una sfida, ma come un piacere.
Contrariamente agli altri anni, ho deciso di partire il giovedì, in modo da
poter viaggiare senza fretta nelle ore più calde e fermarsi ovunque ci si trovi
entro le
L’attrezzatura da turismo è ottima, e aggiungendo dei sottoguanti, due calzamaglie e due maglioni ci si può considerare al riparo dal freddo. L’importante è portarsi un eventuale cambio di scorta, dato che non è difficile arrivare a fine giornata bagnati ed infreddoliti dalla neve, che può scendere in abbondanza da un momento all’altro.
In Austria ed in Germania è facile trovare alberghi o gasthaus a prezzi ridicoli, spesso dedicati ai motociclisti. Percui nessuna prenotazione e dunque nessun vincolo o tappa predefinita. In base alle condizioni del clima e della strada si decide dove e quando fermarsi. Una bella doccia ripristina tutte le forze, e se nel caso non fosse abbastanza, un’ottima cena saprà gratificare il freddo preso durante la giornata.
La preparazione della cartina fa pregustare il viaggio, mettere le catene artigianali nel bauletto fa pregustare l’avventura, attendere il giorno della partenza crea ansia come se fossi ancora bambino, ma anche questo fa parte dell’Elefantentreffen. In condizioni climatiche invernali, soprattutto in Germania puoi trovare qualsiasi tempo, pioggia, neve ghiaccio, forse sole, ma non è una cosa che accade spesso. È dunque meglio essere organizzati per qualsiasi circostanza. Bombolette per sghiacciare le serrature della chiave di avviamento o del bauletto, attrezzi vari, coltellino, torcia, ecc., non devono mai mancare.
Sulla moto è consigliabile utilizzare i paramani e i coprimanopole oggigiorno facilissimi da recuperare in qualsiasi negozio di moto. Qualsiasi accorgimento per diminuire l’aria che arriva diretta verso il copro durante il viaggio è ottimo. Un parabrezza maggiorato, delle protezioni aggiuntive per i piedi, magari fissate al telaio della moto, insomma ogni idea è lecita per ripararsi il più possibile dalla temperatura gelida che si sta per affrontare. L’importante è trovare il giusto compromesso tra il coprirsi ed il potersi muovere con scioltezza.
IL VIAGGIO
Il viaggio è la parte che racchiude più fascino, vuoi per i paesaggi che vedi, vuoi per le sensazioni che ti suscita l’avvicinarsi della meta finale, vuoi per il gusto di andare in moto, in particolare con questo clima. L’aria costante che prendi in autostrada ti tempra, il freddo man mano che passano i chilometri aumenta, la temperatura corporea scende. Queste premesse ti caricano di adrenalina e ti senti sempre più felice di ciò che stai facendo, di ciò che stai realizzando solo per tuo gusto personale, per tuo puro piacere, insieme alla moto e basta. Una sensazione di felicità ti invade per tutto il corpo, sei felice, sei te stesso, sei solo nella natura che mostra tutta la sua intensità e potenza attraverso le condizioni climatiche avverse. Questa gratificazione ed appagamento interiore paradossalmente contrastano con la realtà che ti circonda, con le condizioni della strade e della temperatura esterna. Tutto ciò è difficile da esprimere, da credere, perlomeno per un profano dei viaggi invernali, ma è una percezione fantastica ed è quello che ti spinge a compiere questo viaggio estremo, a sopportare il freddo, la neve, il ghiaccio.
Le strade per raggiungere il raduno sono molteplici, ma a mio avviso, è meglio passare dal Brennero evitando il San Bernardino, sia per la possibilità di essere rispediti indietro dalla polizia svizzera nel caso ci fosse neve, sia per il freddo data la maggior quota del Passo svizzero. Arrivati al Passo del Brennero si può decidere se passare da Salisburgo e raggiungere Solla da sud-est oppure dall’autostrada che da Monaco va in direzione Deggendorf per poi diramarsi verso Passau raggiungendo il raduno da nord-ovest. In base alle condizioni climatiche si può decidere quale strada sembri essere migliore.
Il giovedì siamo partiti da casa alle 9 e abbiamo raggiunto il Brennero verso le 13.30. Arrivati ad Innsbruck una bufera di neve ci coglie all'improvviso, dato che fino al confine austriaco il tempo era bello. Proseguiamo per circa 100 km sotto la neve che scendeva abbondante, ma la strada sembrava tenere bene la possibilità di formazione di ghiaccio. Procediamo fino a Rosenheim dove decidiamo di uscire dall'autostrada. Qui prendiamo la statale 15 in direzione Landshut e ci fermiamo verso le 17.30 (un'ora dopo la sosta prevista) a Wassenburg. Troviamo un albergo e ci sistemiamo per la serata. Cena nell'hotel e andiamo in un pub locale. La mattina ripartiamo per Landshut dove riprendere l'autostrada e il cammino verso Thurmansbang. La strada, circa 120 km. è in condizioni pessime: il forte vento porta la neve di riporto sulla strada e spesso dobbiamo rallentare per cercare di passare i mucchi di neve che si formano sulla strada. La tensione è alta, ma la voglia del raduno ci assiste e riusciamo con prudenza a raggiungere Landshut in circa 2 ore di viaggio. Qui prendiamo l'autostrada e finalmente la strada è pulita. procediamo a buona andatura e raggiungiamo dopo Deggendorf, l'uscita 113 per andare al raduno. Dall'uscita al raduno ci sono circa 20 km. La strada peggiora, il manto stradale è pieno di neve. procediamo con cautela per i sali scendi della collina tedesca, la trazione è limitata cosi come l'equilibrio, ma ormai siamo quasi arrivati, il raduno ci aspetta. Pian pianino si prosegue, i motociclisti sono sempre di più e ci si trova ad affrontare una discesa ripida tutta innevata per dirigersi verso Solla, sede del raduno. Con cautela sorpassiamo anche questa difficoltà e finalmente arriviamo.
Restiamo al raduno il venerdì ed il sabato mattina per ripartire verso Salisburgo alle 12.30. Il tempo è migliorato e così anche le strade sono libere dalla neve. Raggiungiamo Salisburgo verso le 18 e passiamo la serata nella città. Domenica mattina rientriamo con l'intenzione di passare dalla Svizzera date le condizioni favorevoli del tempo. Purtroppo un socio non si sente troppo bene e decidiamo di rientrare dal Brennero, per essere al più presto in Italia.
Siamo a casa verso le 19.
L'indomani si torna in ufficio con nostalgia, ma felice.
LE FOTO
Non essendo uno scrittore o un giornalista ma bensì un motociclista che per hobby fa il praticante Dottore Commercialista, forse ciò che esprime al meglio l'Elefantentreffen sono le foto.